Viola Davis…”Grazie alle persone che mi amano per come Dio mi ha creata”

Il mondo Natural in America è molto sviluppato rispetto a quello in Europa, come un po’ tutto del resto, quindi qualche Nappy Celeb d’oltreoceano non poteva assolutamente mancare su Nappytalia, dando comunque priorità ai “Nostri” 😉

La prima Nappy Afroamericana ad essere immortalata su Nappytalia sarà lei VIOLA DAVIS.

Sicuramente ci saranno altre esponenti più in voga tra noi giovani, come Solange, Lupita (di cui sicuramente parleremo prossimamente), ma devo ammettere di avere un debole per questa donna, forte, intraprendere, naturale, tra le righe, che a piccoli passi sta scuotendo l’America e riportando soprattutto attraverso i media il reale motivo di questo “Ritorno”, mettendosi soprattutto in prima linea raccontando la sua storia personale abbandonando vanità, superficialità, popolarità, ma esprimendo il concetto nel senso più stretto.

Viola Davis è un’attrice statunitense pluripremiata con due Tony Awards e tre Drama Desk Awards alle spalle, è stata candidata al Golden Globe 2009 e agli Oscar come miglior attrice non protagonista, dove nel 2012 fece la sua prima apparizione pubblica “rivelandosi”. Questo anno agli Screen Actors Guild Awards (SAG)  si è aggiudicata la statuette come “Outstanding performance by a Female Actor” (miglior performance come attrice) ed è durante il suo discorso di ringraziamento che ho capito che ci fosse altro ed oltre, un paio di ricerche avrebbero confermato la mia tesi da lì a poco.

Nel suo breve discorso racconta della figlia che le chiede di mettere anche lei nei suoi racconti della “buonanotte” in modo da potersi immedesimare, prosegue ringraziando gli autori della serie Tv “How to Get Away with Murder” di cui è la protagonista, per aver visto in lei la possibile interprete del suo personaggio, un insegnante confusa, con un elevato sex appeal, 49 enne ma soprattutto nera, scostandosi dagli unici ruoli (straultra-premiati) attributi ai neri come servi, schiavi o personaggi storici neri impegnati nelle lotte contro schiavitù e razzismo. Conclude il suo discorso ringraziando le persone che la amano per come Dio l’ha creata, citando il marito, la figlia e la madre, facendo così scoppiare nella sala un applauso interminabile, che devo ammettere sia stato ciò che mi ha fatto riflettere…AMARSI PER COME DIO CI HA FATTI…mi suona familiare questa dicitura.

Ma facciamo qualche passo indietro nella vita di Viola Davis figlia, moglie, madre, donna in carriera, attrice di successo, icona presente nello showbiz da parecchi anni direi…MA…

In una recente intervista al Magazine” Vulture”, la Davis si è raccontata svelando alcuni lati oscuri della sua vita, mettendo tra i primi posti il suo problema con l’Alopecia. Ebbene sì per anni, ed anche molti come ammette lei stessa, questa super donna ha utilizzato ogni sorta di acconciatura, capelli, parrucche per nascondere un problema del genere. La Davis soffre di “Alopecia Areata” dall’età di 28 anni, questa patologia consiste nella perdita di capelli in diverse zone del cuoio capelluto, nel corso degli anni questo ha minato la sua AUTOSTIMA, costringendola a deviare il problema principale, rifugiandosi in alternative che potevano rimediare apparentemente ma soprattutto, temporaneamente la sua Alopecia.

“Fu uno shock alzarsi un giorno e scoprire di avere la testa a chiazze, con capelli che mancavano qua e la’” racconta nella sua intervista, solo in seguito, dopo diversi anni riuscì a parlare del suo reale problema che poi scoprì fosse semplicemente legato allo stress e l’abuso di stirature chimiche. Metteva la parrucca nella sua Jacuzzi, in palestra durante gli allenamenti, ad ogni evento mutavano in forma, colore, appariscenza o meno, ma poi capì che il suo reale problema non era l’Alopecia, ma il fatto di cercare di essere bella agli occhi altrui, deviando dal problema fisico: la perdita di capelli dovuta dallo stress.

Finalmente nel 2012 affronta lo stress, l’alopecia, il giudizio altrui, rivive i primi episodi della sua infanzia, che la vedevano oggetto di bullismo da parte di bimbi “bianchi” che la chiamavano “brutta”, il rapporto conflittuale con la madre che non accettava la sua stessa bellezza, quindi come poteva insegnarle ad accettarsi… Dopo un doloroso ma magnifico percorso prende piena consapevolezza di se’ stessa, decide di togliere la parrucca ed ancorarla al letto, e mostrare i suoi capelli, mostrarsi per come Dio l’ha fatta, grazie anche all’incoraggiamento del marito, che le ha apertamente detto di averla vista poche volte con i SUOI capelli, ma soprattutto per il bene di sua figlia, Genesis.

Viola DAvis e Julius Tennon (Marito)

Ricordando i vuoti vissuti nella sua tenera età, ciò che smuove principalmente questa donna è il voler trasmettere a sua figlia l’amore per se’ stessa, la bellezza innata che ogni individuo ha, l’essere unici, singoli, eccezionali, autentici nel nostro essere, questo e’ il suo obiettivo primario, dice: “Non voglio traumatizzare mia figlia a tenere i capelli al Naturale, ma le voglio insegnare ad AMARE I SUOI CAPELLI”.

Vila Davis e Genesis (Figlia)

In un intervista a “Madame Noire” menziona forse il problema principale che accomuna un po’ tutte le donne nere, dare troppo importanza all’apparenza, ai capelli, il facile giudizio di puntare il dito e la presenza di troppi stereotipi nella societa’.

Penso che questa donna abbia detto e riassunto, uno dei problemi principali delle donne nere in tutto il mondo, soprattutto quelle residenti in Europa ed America. Dobbiamo smetterla di rincorrere il COMPIACIMENTO DELLA SOCIETA’, NOI SIAMO BELLE COSI’, SEMPLICEMENTE NATURAL.

NO FORZATURA

NO STRESS

PIU’ MENEFREGHISMO

ZERO STEREOTIPI.

Di Evelyne Sarah Afaawua

Fonti:

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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