Nuovi colori e nuovi ricci…

( Questo pezzo di storia non e’ AFROITALIANO, MA AFROAMERICANO, ma ci tengo a condividerlo, penso che tra queste righe potrete trovare risposte a domande che forse vi siete posti in continuazione come me )

Nel 1619 il primo gruppo di schiavi Africani sbarcò in quella che veniva definita all’epoca “British North America”. Era un gruppo di 20 Neri, che ebbero l’onore di sbarcare in queste terre lo stesso giorno che l’uomo bianco vi mise piede. Quello che non sapevano era che sarebbero diventate le braccia che avrebbero fatto fiorire e prosperare quelle immense distese incolte.

Non avendo nessuna esperienza sociale e politica nella gestione di schiavi Neri, i Britannici inizialmente misero a lavorare sotto le stesse condizioni sia gli SCHIAVI africani che i SERVI bianchi che arrivavano dall’Inghilterra, Scozia ed Irlanda. Dopo aver lavorato per un po’ di anni, i padroni permettevano ai propri SCHIAVI di riacquisire la propria libertà diventando parte integrante della società a tutti gli effetti.

Vista la scarsita’ di donne in queste nuove terre, gli Europei iniziarono a vedere nelle native americane e donne africane le loro “dame di compagnia”, iniziando anche ad avere figli con loro. Molti di questi bimbi erano il frutto di relazioni tra servi bianchi e schiavi neri, diffondendo una mescolanza di tonalità; di colore di carnagione, di capelli ricci ed afro, iniziando a costituire involontariamente nuove identita’ interraziali mai viste prima.

I figli di queste unioni venivano considerati “alieni” dalla societa’ in quanto il colore della loro carnagione e la struttura dei loro capelli non rientrava in nessuna classifica stimata fino ad allora. Seppur emarginate dalla società, queste creature erano tutelate dalla legge in quanto acquisivano direttamente alla nascita lo status sociale del padre, diventando per diritto di nascita “uomini liberi”.

Con il passare degli anni la schiavitù divenne una condizione basata su quella che si voleva far credere fosse un tema razziale, dove la razza di un individuo veniva definita attraverso il colore della pelle di una persona quando in realtà di razza ne esiste solamente una, quella UMANA. Ogni giorno venivano emanate leggi che toglievano ogni forma di diritto, libertà ma sopratutto dignità a questi esseri umani, tutto questo solo ed esclusivamente perché NERI e per il RITORNO ECONOMICO che questi Britannici ottenevano dalla condizione a cui sottoponevano queste persone. Per fare brevi esempi di leggi che vennero emesse, possiamo citare quella del 1641 che aveva come protagonista il Massachusettes, prima colonia Inglese che legalizzò la SCHIAVITU’. Nel 1662 i tribunali della Virginia ribaltavano la clausula che dava diretta discendenza dal padre a questi nascituri di unioni miste, ora questi bambini ereditavano lo status delle madri, diventando SCHIAVI DALLA NASCITA. L’ultima speranza venne bruciata quando anche il Battesimo quindi il convertirsi al Cristianesimo, venne dichiarato elemento non più sufficiente per eliminare la propria condizione di schiavo.

Da queste poche righe è inutile farvi capire che vi era un gradino più alto ed uno più basso, che il Bianco e Nero vivevano su binari diversi e separati, che uno era superiore ed uno inferiore, che vi era il padrone, il servo e lo schiavo, ma nonostante questo DISLIVELLO SOCIALE; Bianchi, Neri e Nativi Americani continuarono a procreare e moltiplicarsi ignorando ciò che la legge imponeva, immettendo queste piccole creature in balia della leggi che li poneva sempre sul filo del rasio tra legalità ed illegalità, in una condizione non scelta da loro.

La mazzata finale arrivò alla fine del 1700 quando passò una legge che ritenne legittimo CLASSIFICARE COME NERA qualsiasi persona avesse una discendenza Africana fino a 100 anni addietro, e fin qui niente di male direi, se non che questa legge, legittimava solamente la possibilità di rendere schiave queste persone. I famosi 30 anni e passa di lavoro, dopo i quali il padrone restituiva la libertà ai propri schiavi svanirono nel nulla, rendendo sempre più reale la condizione di schiavitù A VITA.

Di Evelyne Sarah Afaawua

Fonte: ” Hair Story”

Foto: Google Immagini

 

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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