Nessuna Libertà Mentale

Nessuna Libertà Mentale

Nessuna Libertà Mentale

Con la fine della schiavitù nel 1865, l’emancipazione si pensava fosse dietro l’angolo purtroppo non fu così, la verità era ancora ben troppo lontano da questo pensiero. Alcuni schiavi constatarono che le loro condizioni di vita erano meglio quando stavano sotto un padrone che nei primi anni di libertà, per lo meno avevano un posto dove dormire, dei vestiti da indossare e cibo da mangiare.

Con la fine della schiavitù molti Neri si resero conto di non poter eccellere ma continuare a mantenere un basso profilo per non “provocare” o ingelosire i bianchi, ma soprattutto per non attirare l’ira del Ku Klux Klan su di loro, quindi possiamo constatare che una libertà fisica ci fu, ma nessuna libertà mentale.

Le stesse cose fatte da Bianchi e Neri venivano viste sotto due lenti diverse…dopo la guerra civile, iniziò ad essere di moda portare lunghi capelli con lunga barba, eppure veniva vista come una nuova bellezza se portato da un uomo bianco, mentre invece deriso e visto troppo appariscente se un nero seguisse lo stesso trend, ed a volte persino deriso.

Con l’ottenimento della libertà, mentre i bianchi iniziavano ad abituarsi all’idea di Neri liberi, all’interno della comunità Nera iniziavano invece a crearsi le prime divisioni, tra coloro che erano nati o sempre stati liberi e coloro che ne stavano assaporandone i primi gusti ora. I primi crearono dei veri e propri gruppi di Élite chiamati “BONA FIDE” Neri liberi, mentre gli ultimi “SOT FREE”, inutile dire che i primi non volevano mescolarsi con gli ultimi arrivati, quindi iniziarono ad essere creati dei luoghi pubblici a d’hoc per i Bona Fide, costruirono le loro scuole, associazioni e business networks dove avere dei “buoni capelli” ed un colore di pelle chiaro erano il primo requisito per accedere.

Persino le chiese erano divise, aneddoti dicono che per essere ammessi in alcune chiese veniva richiesto di superare dei test due in particolare: il test del pettine e quello del sacco marrone. Se volevi far parte della congregazione dovevi riuscire a pettinare i capelli facilmente con IL LORO pettine, altrimenti eri escluso, mentre il test del sacco consisteva nel mettere a confronto il sacco di carta marrone che si usa per mettere frutta o pane con il colore della pelle.

Vennero fondate le prime università per Neri e dalle foto dei primi annuari pareva scritto tra le righe che ci fossero dei requisiti da soddisfare per essere ammessi, pelle e capelli. Insomma la fine della schiavitù per molti uomini neri significò, una continua ossessione con lo stiraggio e schiarimento della pelle. Liberi dalle catene ora il pensiero costante era quello di poter rientrare nei canoni di bellezza richiesti dalla società per avere una posizione considerabile.

Iniziarono delle vere e proprie campagne pubblicitarie sia da parte di banchi e neri, per promuovere creme schiarenti per la pelle e quelle liscianti per i capelli, che promettevano di rendere più belle ma anche di migliorare il tenore di vita. Una vecchia pubblicità di Curl-I-Cure citava: “Lo devi a te stessa, soprattutto alle persone a te vicine, renderti il più presentabile/carina possibile. Essere attraente, la tua immagine contribuirà al tuo successo sia socialmente che economicamente.

I prodotti che venivano proposti consistevano in delle cialde di arsenico per schiarire la pelle e dei contenitori colmi di lasciva per stirare i capelli. Questo stile di vita si presentava principalmente nel Nord America (ricordo che i riferimenti sono principalmente Americani), mentre nelle zone rurali del Sud, dove il 90% della popolazione afroamericana continuò a vivere dopo la libertà continuò a portare avanti le tradizioni utilizzate per curare i loro capelli durante la schiavitu’, le donne continuarono a tenere i loro capelli acconciati sotto foulard durante la settimana per rivelare le loro prorompenti chiome solo la domenica o in occasioni veramente speciali, questo perche’ seppur liberi la maggior parte continuo’ la vita da contadino, che occupava la maggior parte delle loro giornate.

Mentre al Nord nascevano i primi saloni di bellezza professionali per donna e uomo, specializzati per i capelli Afro, ed i primi prodotti dedicati alla cura Black iniziarono ad includere prodotti per la routine giornaliera. Era una goccia nell’oceano, ma per la prima volta i capelli Afro venivano celebrati al di fuori della schiavitù.

di Evelyne S. Afaawua

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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