“Amici” per incontrare lei…Michaela DePrince

Non sono un’amante della televisione ed ancora meno di Amici, ma un paio di settimane fa mi sono ritrovata di sabato sera a guardare la semifinale di Amici. Devo essere sincera dopo l’uscita di Leslie carissimo amico e talento che a mio parere meritava di restare, ho abbandonato il mio credere nei talent show, ma come ben tutti sappiamo, NULLA SUCCEDE PER CASO.

Sintonizzo la mia tv su Canale 5 dopo 20 minuti di sano zapping che non mi ha dato nessun esito, mi rassegno o forse mi faccio convincere dalla positività che Maria de Filippi mi trasmette, e non Amici sia ben chiaro; fatto sta che dopo 2 o 3 sfide di cui non capisco ne’ logica, ne’ senso, ne’ criterio di giudizio ( mi sa’ che dalla Amoroso ad oggi il programma si e’ evoluto assai ) Maria annuncia l’ospite a sorpresa della serata e dalla piccola fessura del maxi schermo ne esce un piccolissimo e stempiato Roberto Saviano.

Roberto Saviano ad AMICI! Mi sono ribaltata nel letto. Lo scrittore, autore del bestseller, di piccola statura, ma con un intelligenza immane ad Amici??? Sgrano gli occhi, aguzzo lo sguardo ed e’ veramente lui!!! Che ci fa ad Amici uno così?! – mi sono chiesta. Tra la confusione e l’incertezza, mi sono messa comoda a guardare o meglio, ascoltare…

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Maria accoglie Roberto Saviano

“Saviano” per gli amici ormai, ha iniziato con un monologo sull’Africa, sulla Sierra Leone, di un elezione popolare che ha innescato una guerra civile, alla cui base v’erano l’ingiusta estrazione ed esportazione di risorse minerarie come DIAMANTI, COLTANT, ORO…Ribelli che amputavano le mani delle persone per impedire loro di andare a votare, insomma narrava atrocità che forse meritavano di essere dette in una prima serata del genere, ma onestamente non riuscivo a capirne il nesso con Amici.

Poi ad un certo punto inizia a raccontare la storia di questa bimba nata in Sierra leone, divenuta orfana con l’uccisione del padre da parte dei ribelli durante la rivolta, che poco dopo si è vista la madre morire di fame, abbandonata in un orfanotrofio dallo zio perché’ definita ”la figlia del diavolo” per la sua vitiligine, una malattia che macchia di bianco la pelle d’ebano. Le sue giornate in orfanotrofio erano terrificanti! Maltrattata e denutrita per via della sua malattia questa bimba ha vissuto, i suoi primi anni di vita in condizioni impensabili, ma seppur la situazione fosse triste, invivibile, quasi da gettare la spugna, non sono mai riusciti ad uccidere la sua voglia di sognare, anzi la fiamma della sua speranza ha iniziato a prendere vita dopo che la foto di una ballerina classica sulla copertina di un Magazine affissata al cancello dell’orfanotrofio, l’ha ispirata a diventare la ballerina che e’ oggi.

La copertina che ispiro' Michaela

La copertina che ispiro’ Michaela

Poco dopo l’episodio della copertina, una famiglia Americana si fece avanti per adottarla, ma il suo orfanotrofio fu bombardato quindi dovettero’ dalla Sierra Leone, spostarsi nel paese piu’ vicino senza guerra, per poter incontrare i suoi genitori adottivi.

Arrivata in America dopo aver completato la complessa burocrazia, la prima cosa che fece fu quella di mostrare la copertina alla sua nuova mamma, facendole capire a modo suo,  cio’ che sognava per se’ stessa. Divenne l’ottava di undici figli, di cui 9 adottati, in quel minuto corpicino si nascondeva tanta forza e determinazione, ed i suoi genitori e fratelli lo capirono subito, la spronarono tutti ad inseguire questo suo sogno, anche se di ballerine nere professioniste ne esistevano poche, visti i pregiudizi.

Sicuramente aveva molto da imparare e molta strada da fare se voleva raggiungere i risultati che si era prefissata, grazie alla sua nuova mamma, la sua prima sostenitrice si e’ impegnata tantissimo, allenandosi, tutti i giorni per i primi anni per poter recuperare cio’ che le altre coetanee forse gia’ avevano appreso da tempo. Ha iniziato frequentando la Rock School for Dance Education in Philadelphia poi la Jacqueline Kennedy Onassis School alla American Ballet Theatre, riuscendo ad abbattere e superare gli stereotipi sulla bellezza e sul colore della sua pelle che la vedevano gia’ fuori dal mondo della danza.

First Position - Michaela DePrince

Documentario First Position

Dopo aver preso parte al documentario, First Position, Michaela ha debuttato professionalmente al Joburg Ballet in South Africa, avendo poi un successo in costante discesa. Ha debuttato professionalmente come figura principale al Joburg Ballet in South Africa, ha ballato per un anno con la compagnia professionale Dance Theatre of Harlem, prima di entrare nella Dutch National Junior Company apprendista nella compagnia principale. Nonostante la distanza la tenga lontana dalla sua famiglia negli Stati Uniti, Michaela e’ ufficialmente parte della compagnia dalla stagione 2014-2015.

Alla fine di questo racconto che ha tenuto tutti, compresa me con il fiato sospeso fa il suo ingresso lei, un vero talento mi viene da dire, una ragazza che la vita l’ha vissuta gia’ troppo cruda e velocemente per la sua tenera eta’, che ha sfidato un’intera nazione che non era ancora pronta ad una ballerina NERA, come forse ancora l’Italia non e’ pronta per molte altrettante posizioni non e’ pronta, mi viene da rammentare. Fa il suo ingresso con il suo corpo esile da Ballerina, con  questa chioma Afro ed una vestitino con temi prettamente Africani che poco lasciano intendere quanto lei sia legata alle sue radici e ne vada fiera.

Michaela De Prince ad amici

Maria de Filippi, regala una sua collanina a Michaela DePrince

Mentre la guardo entrare, passo dopo passo, mi scende una lacrima, mi commuove, intravedo in lei, qualcosa che ci accomuna, mi fa capire tante cose. Ora Saviano si congeda e da’ spazio a lei alla VERA STAR che lascia un messaggio bellissimo, il seguente, lo cito perche’ ogni parola meritava veramente.

“Grazie. Come sapete tutti, mi chiamo Michaela DePrince. Come avete visto, ero molto felice in quel video ma non lo sono sempre stata felice. In Sierra Leone ho avuto una vita molto difficile, mi chiamavano la figlia del diavolo, mi dicevano ‘nessuno ti vorrà mai, chi mai potrebbe volere una bambina così brutta’. Io ho incominciato a credere a queste persone, anche se c’era quella che poi è diventata mia sorella, la mia migliore amica, comunque avevo bisogno di qualcosa in cui credere. Avevo bisogno di qualche cosa per realizzarmi ed è a quel punto che ho trovato quella foto su quella rivista. Mi ha dato speranza, qualche cosa in cui credere. Vedevo questa ballerina, vederla mi faceva felice perché lei lo era e se fossi potuta diventare come lei sarei stata felice. Quando ho cominciato a ballare mi sono impegnata tantissimo, i miei genitori mi hanno sostenuto al 100% come anche i miei amici. Sapete, non è sempre così, non tutti credono in te. Ci sarà sempre qualcuno che ti dirà ‘hai dei piedi bruttissimi, sei troppo grassa’, ci sarà sempre qualcuno che ti dirà ‘devi dimagrire’, ma voi dovete capire che siete perfetti esattamente come siete. Io ero triste però decisa a dimostrare che questa gente si sbagliava e ho capito che forse avrei potuto ispirare gli altri così come quella ballerina aveva ispirato me.

Ecco perché sono qui oggi, perché voglio incoraggiare i giovani a sognare, qualunque siano le vostre condizioni, per quanto poveri o tristi, in qualunque momento, continuate a sognare. Dovete osare, abbiate il coraggio di essere diversi, magari dubitate del vostro talento, ma il talento lo abbiamo tutti. Forse non diventerete una cantante, una ballerina, un danzatore ma forse uno scrittore, uno chef o qualcuno che può ispirare gli altri.

Sono qui quindi per dirvi osate, abbiate il coraggio di credere in voi stessi ed è solo così che potete realizzarvi. Naturalmente dovete impegnarvi e capire che essere diversi dagli altri va bene. Grazie”.

Una storia toccante che viene raccontata in un religioso silenzio, lo studio è rapito dal racconto e alla fine delle sue parole, tutti si alzano in una standing ovation ed io a casa sul letto in lacrime, perche’ finalmente avevo capito “perche'” dovevo guardare Amici quella sera.

Per lei, per ascoltare le sue parole.

Grazie Michaela, mi hai ispirata.

di Evelyne Sarah Afaawua

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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4 Commenti

  1. Onakome
    10 giugno 2015

    Grazie per la condivisione, è un articolo splendido <3 <3 <3 🙂

    • Evelyne Sarah Afaawua
      15 giugno 2015

      @Onakome si assolutamente , un articolo che meritava di essere scritto mi ha veramente lasciato un segno, ho rivisto in lei molte cose, il mio sogno e’ proprio quello di incontrarla nella realta’.

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