La tratta degli schiavi NERI

Questo è un argomento alquanto delicato, che spesso aizza le folle senza aver fatto adeguate ricerche ed avere dato ad ognuno il giusto peso delle sue colpe. Molti non sanno che seppur gli Europei si sono approfittati della situazione, gli stessi Africani, sono stati partecipi in questo commercio di vite umane, quindi cercherò di essere il più obiettiva e soprattutto neutrale possibile.

Fine 1400 – I primi Europei, arrivarono sulle coste dell’Africa occidentale con la speranza di trovare immense distese di terreni vergini da coltivare e colmi di ricchezze minerarie, contrariamente alle aspettative, trovarono città emergenti e dei nuovi partners commerciali: i NATIVI AFRICANI. Per quasi 100 anni sulla Gold Coast (nome attribuito a tutta la costa occidentale in questo periodo) vi furono scambi pacifici (ed equi direi) tra Europei ed Africani, che avevano come oggetto armi, oro, tessuti, spezie, ortaggi che in Europa non si potevano coltivare e minime quantità di schiavi che venivano impiegati in lavori domestici e “civilizzati” una volta arrivati a destinazione. Questo periodo, fu definito come uno dei più fruttiferi per l’Europa, tanto è vero che molti esploratori nei loro diari descrivevano gli Africani come dei personaggi aperti, pronti all’accoglienza ma soprattutto a condividere ciò che avevano e le conoscenze sulla coltivazione di mais, arachidi e tabacco. Ciò che colpiva maggiormente questi esploratori era la complessità (che io definirei particolarità) dei capelli Afro al naturale e del modo in cui venivano acconciati.

Nel XVI secolo gli Spagnoli, Tedeschi, Portoghesi ed Inglesi iniziarono a conquistare il Nord e Sud America e le isole Caraibiche. Approdati su queste terre, ne diventarono proprietari immediatamente sentendosi pienamente appagati di aver finalmente conquistato qualcosa per loro, ma passò poco tempo che iniziarono a capire di essere in una posizione di svantaggio: avere un terreno e non saperlo coltivare, per la mancanza di forza lavoro e non solo.

La necessità di “manovalanza “ e la consapevolezza delle doti innate nel lavorare la terra degli Africani, diede loro l’input di rivalutare il principale oggetto di scambio con i nativi. Una volta accertato che i CAPI e LEADER AFRICANI sarebbero stati disposti a scambiare armi e liquori per VITE UMANE, il gioco era fatto!

Da questo momento in poi, questo commercio prese il nome di tratta degli schiavi, perché’ vi era solamente un INTERESSE ad esportare forza lavoro verso un nuovo mondo, rivalutando questi essere umani come BENI o MACCHINE DA LAVORO e non più come persone ed essere umani.

I leader Africani abbagliati dalle inesauribili ricchezze degli Europei, fecero da intermediari inizialmente ma una volta acquisite le competenze minime e chiavi di accesso all’entroterra, gli Europei iniziarono a servirsi da soli. Vista la crescente domanda di schiavi da far salpare per le nuove Terre, iniziarono a saccheggiare barbaramente i piccoli villaggi e comunità nell’entroterra dove le persone erano completamente all’oscuro di ciò che stava succedendo sulle coste. Il culmine arrivò quando le stesse famiglie iniziarono a vendere i propri familiari e parenti, per averne un ritorno economico, non dimenticando i debitori, prigionieri di guerra e gli emarginati che divennero le principali pedine di questa SQUALLIDA partita a scacchi.

Questo e’ l’inizio di cio’ che definiscono tratta degli schiavi o tratta dei neri, tratta degli uomini senza dignita’ e diritti la definirei io.

Evelyne.

Fonte: HAIR STORY

Foto: Google image

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Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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8 Comments

  1. Najat
    19 settembre 2014

    WOW che storia!!!!… non si finisce mai di imparare…non immaginavo che alcuni neri trattavano i loro compagni e fratelli in cambio di cose insignificanti come i liquori. che tristezza 🙁

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    • admin
      19 settembre 2014

      Questa e’ la parte iniziale del libro che mi ha dtupito maggiormente, tutti iniziamo subito con cori razzisti verso i bianchi quando si parla della tratta degli schiavi, sicuramente hanno torto! Ma se ci pensi bene…come hanno avuto la possibilita’ ad accedere alle nostre terre e derubarci cosi’? In Africa c’era e c’e’ un sistema gerarchico ben definito, quindi una mano gliel’hanno dato i nativi africani, il problema che non erano abbastanza furbi da gestire l’intera situazione, in piu’ le ricchezze che portava l’uomo bianco erano ORO, niente piu’ contava se si voleva quella cosa…

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  2. Najat
    8 ottobre 2014

    Abbiamo anche noi le nostre colpe, intendo i nativi che davano via i loro fratelli. Secondo me le cose sono rimaste uguali , non andiamo avanti perchè se guardi le nazioni africane vedi presidenti ricchissimi con case sparsi nel mondo che non utilizzano neanche e gente povera che muore (ovviamente non tutta la popolazione), questa cosa mi fa arrabbiare perchè fanno di tutto per stare al passo con le novità dimenticando che vivono in nazioni che hanno bisogno di investimenti. Poi ci sono ministri di certe nazioni che vanno a vivere all’estero ad esempio in Europa…non ha senso

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    • admin
      9 ottobre 2014

      @Najat Brava vedo che hai capito perfettamente il mio punto di vista! 🙂 Il primo male dell’Africa e’ stato inflitto e co-sostenuto da noi, e continua tutt’ora, poco e’ cambiato…

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  3. marcuba
    20 dicembre 2014

    Come latinoamericana col cervello “lavato” da anni sentendo frasi come “capelli buoni” (lisci) e “capelli brutti” (afro), ho cercato tutta la vita di nascondermi (senza riuscirci per ragioni ovvie) dietro a quelle altre etnie che sono parte dei miei antenati. Non è stato fino a poco tempo fa, e mi vergogno veramente tanto, che mi sono fermata e mi sono vista per quello che sono… una meticcia (neanche tanto evidente).
    Parte di quello che sono è stato strappato da casa, famiglia e affetti, messo in catene e buttato in fondo ad una nave negriera. Veniva picchiato, vessato e affamato. Ha avuto la “fortuna” di non finire in fondo al mare con ancora addosso le catene.
    Mica è finito. Arrivati a Cuba il futuro prevedeva questo: schiavitù a vita. Se si può definire vita.
    Mia madre mi racconta che la sua prozia le diceva che se lei (la prozia) fosse nata schiava, di sicuro moriva, perché già il caldo non lo reggeva. Immaginate le giornate a tagliare canna sotto il sole. O la punizione del “cepo”.
    Io di sicuro non ce la avrei fatta.
    Allora, questo che faccio non è niente, meno che niente… Ma ritorno così da voi, questo è il mio omaggio. Sono questo perché c’eravate anche voi, i miei antenati africani di cui non potrò mai sapere nemmeno la provenienza. A voi la mia testa “ribelle”.

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    • Evelyne Sarah Afaawua
      30 dicembre 2014

      Wooow @marcuba queste tue parole sono bellissime!!! Raccontano una storia vera di tanti nostri antenati di cui forse neanche siamo a conoscenza. Posso postare sulla pagina questo tuo racconto? E’ un contributo che merita veramente di essere condiviso…

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  4. aFREEca
    30 dicembre 2014

    Quando si parla di schiavitù purtroppo non posso essere neutrale. Non credo che ci sia stata una tratta. Sarebbe ingenuo da parte mia pensare che se i capi africani avessero rifiutato di scambiare vite umane con liquori o altro gli europei avrebbero capito e se ne sarebbero ritornati a casa loro a mani vuote. cosa da verificare. Così si fa credere che sto capi AFricani erano idioti e che per loro la vita umana non valeva niente. Quindi per me bisogna vedere in quale modo e con quali causali il “contratto” fu stipulato. Hanno veramente avuto una scelta? Così come un ricco imprenditore verrebbe da un genitore a dire, tuo figlio è tra i migliori per lavorare in tale ambito , voglio che lavori nella mia azienda, lo pagherò molto bene e lo tratterò bene così si potrà occupare di voi è poi una volta arrivato nella sua azienda lo tratta da schiavo..allo stesso modo, secondo me,hanno ingannato i nostri antenati.

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  5. luca_ba
    4 marzo 2016

    Giusto per completezza a questo articolo, molto sintetico ma esauriente, faccio presente che oltre che agli stessi africani ed agli europei una grande parte nella tratta degli africani l’hanno avuta anche gli arabi. Nell’immagine dell’introduzione si vedono bene le tratte verso nord africa, mar Rosso e oceano Indiano che sono state gestite dagli arabi (e dagli swahili) anche se dovrebbero essere indicate in maniera più marcata perchè il numero di disperati deportati è stato paragonabile alla tratta atlantica (rif. prof. Ibrahima Baba KAKE).
    Inoltre anche se quasi totalmente sconosciuta in occidente una grossa parte della tratta degli schiavi ha interessato l’Europa dell’est in particolare la Russia ed i paesi balcanici (devshirme) ed anche l’Europa mediterrane in particolare l’Italia. Nei nostri paesi costieri sono rimasti ricordi delle scorrierie saracene (il famoso “mamma li turchi”) la prof. Fiume nel suo “Schiavitù mediterranee” analizza molto bene questo evento storico.
    Finisco rispondendo ad aFREEca, molto storici africani cercano di capire quanto i potenti africani erano realmente liberi una minoranza concorda con la Sua tesi ma la gran parte ritiene che potevano opporsi l’esempio citato in tal senso è l’India che invece ha resistito con i denti allo schiavismo islamico ed europeo. Senza contare che stati più strutturati quali gli islamici Swahili ed i cristiani etiopici rimasero immuni dal fenomeno (anzi furono grandi trafficanti).

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