La rasatura…

Per oltre 300 anni, 20 milioni di uomini, donne e bambini furono STRAPPATI dalle loro case, famiglie, parenti, ma soprattutto dalla LORO TERRA per essere incatenati in schiavitù, privati della loro libertà e dignità di ESSERE UMANI, pronti ad essere portati sulle coste africane ed imbarcati per non si sa’ dove.

I principali acquirenti erano Europei ed Arabi, alla ricerca di schiavi di età compresa tra i 10 e 24 anni con provenienza dal SENEGAL, GAMBIA, SIERRA LEONE, GHANA e NIGERIA,vi chiederete, perché questi Paesi? Molto semplice per la loro specializzazione nella realizzazioni di ceramiche e gioielli, la coltivazione, raccolta e lavorazione del cotone e legno, materiali molto importanti in quel frangente di storia.

Tra le prime barbarie che i PADRONI infliggevano ai PRIGIONIERI vi era la RASATURA DEI CAPELLI. Avendo appreso l’importanza che gli Africani attribuivano ai loro capelli, i padroni rompevano immediatamente questo forte legame e simbolo di distinzione tra i diversi Nativi per renderli individui singoli, spezzando il senso di appartenenza e comunità a loro insegnata da sempre all’interno delle diverse comunità, lasciandoli soli a se’ stessi, in totale solitudine.

L’umiliazione più grande partiva proprio da lì, quando il loro MANDINGO radeva loro completamente la testa (pratica solitamente utilizzata per i prigionieri di guerra tra i Nativi Africani), con questo forte gesto, questa violenza mentale, veniva spazzata via quella parte del corpo che occupava la maggior parte del loro tempo in cure, mantenimento e trattamenti, quella diversità che rendeva facile identificare di che etnia, religione o status sociale si era; si diveniva un bene, un mezzo, un oggetto privo di ogni diritto, dignità, solo una macchina che sarebbe stata impiegata in non si sa’ quale lavoro. Una testa rasata equivaleva all’annullamento di un’identita’ scolpita e tramandata da secoli, di generazione in generazione.

Alcuni testi riportano che la rasatura dei capelli fosse una pratica effettuata per una mera questione igienica, ma visto il sequel della storia, questa considerazione rimane puramente teorica a mio parere.

Un ulteriore trauma avveniva quando gli schiavi dovevano essere imbarcati per il “Nuovo Mondo”, i proprietari si accertavano che una volta giunti a destinazione, queste povere Anime venissero separate da ogni individuo di loro conoscenza, sparpagliandoli qua e là per le Americhe. L’obiettivo principale tutto questo era di sottoporre l’uomo nero a schiavitù mentale, prima di schiavitù fisica, modo da creare una razza inferiore ed una superiore, per riuscire a dominare e manovrare tutto a proprio piacimento.

Di Evelyne Sarah Afaawua

Fonte: “Hair Story”

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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8 Commenti

  1. grace
    30 ottobre 2014

    purtroppo questo metodo viene ancora adottato nei giorni nostri ovviamente non con l’obiettivo sopra citato! Ancora non capisco questa parte della cultura africana di rasare a tutti i costi i capelli ai neonati oppure appena compiono l’anno!

    • admin
      30 ottobre 2014

      Ma oltre ai bambini, io ricordo che quando sono stata in Africa le bambine alle medie un pò ce l’avevano con me perchè avevo i capelli lunghi (relaxed) grazie ad una concessione (bustarella), invece tutte le altre medie e superiori testa rasata! Mi hanno spiegato per portare rispetto alle insegnanti e definire un grado gerarchico… @.@ non ho mai capito questa cosa, forse ora che leggo questo libro capisco ancora una volta dove arriva questa mentalità 🙁 schiavitù mentale!

      • Najat
        31 ottobre 2014

        mi ricordo anch’io che quando ero in Ghana mi hanno tagliata i capelli per via della scuola, per rispetto, per non perdere tempo a curare i capelli e per mantenere un’ ordine. Secondo me la stiratura dei capelli non è poi così diversa dalla rasatura, perchè in entrambi i casi si impedisce al vero IO di affiorare

        • Najat
          31 ottobre 2014

          e in entrambi i casi viene messo un confine tra inferiorità e superiorità

  2. khady
    31 ottobre 2014

    Questa cosa in realtà non la sapevo. Anche in Africa in alcune città le allieve delle elementari e delle medie devono tenere i capelli corti corti. Dicono che sia un metodo per renderle più brave a scuola in quanto non avranno da preoccuparti per i capelli

    • admin
      4 novembre 2014

      @Khady diciamo che le idee sono simultanee e numerose, fatto sta che quello che si e’ cercato di fare e di inibire e sottomettere attraverso i capelli. Da noi in Ghana dicono che siccome le insegnante sono tutte donne, avere la stessa lunghezza di capelli poteva portare le ragazze a mancare di rispetto sentendosi allo stesso livello. Stesso modo per evitare di sedurre gli insegnanti uomini…ba che storia!!!

  3. Bernard
    20 marzo 2015

    Infatti, io me la sono sempre presa perché si aspettano che mi rada a zero perché per loro un maschio deve avere la testa pelata. E che cavolo, ho una testa che sembra un melone preso a pugni e volete che me ne vada in giro rasato?
    Molti Africani hanno un’idea della civilizzazione imposta dalla mentalità supremazionista occidentale, spero che ciò possa cambiare un giorno.

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    • Evelyne Sarah Afaawua
      20 marzo 2015

      @Bernard Siiiii hai ragione!!! io non ho mai capito questa cosa! ahahahahh mi hai fatto morire Loool Comunque penso che un cambiamento ci sia già… we must go on!

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