La mia nappystory… Di Vera Amponsah

Si potrebbe far risalire l’inizio della mia nappystory al febbraio del 2013, ma in realtà la cosa ha radici molto più profonde. Cercherò di accorpare il tutto in qualche riga ben scritta, tentando di non annoiarvi troppo.

Sono nata in Ghana, più di vent’anni fa e, quando mia madre penso’ che la cosa migliore per le nostre vite fosse quella di tentare un’avventura in Italia, mi lascio’ con mio padre. Non fu facile per lui occuparsi di una bambina con poco più di un mese di vita, ma fece del suo meglio, includendo soprattutto la cura  dei miei capelli che mio padre preferiva tenere corti come quelli di un maschietto.

Ora, può non sembrare una gran cosa, ma mi hanno sempre detto che da piccola ero una capellona e, nonostante in genere le africane sembrino avere qualche difficoltà a farli crescere da adulte, non mi è mai capitato di vedere un neonato africano nascere senza capelli o solo con qualche ciuffo, anzi siamo sempre piuttosto ben forniti da quel punto di vista inizialmente e poi che succede allora?

Sono andata avanti a tenere i capelli corti fin quando mio padre ha deciso di raggiungere mia madre in Italia, lasciandomi alle cure di mia zia e mia nonna, finalmente in quel frangente la mia chioma fu lasciata libera di crescere come voleva.

Pochi mesi dopo feci il mio ingresso in Italia e ancora una volta mia madre, da brava pioniera, si spostò dal sud Italia verso il nord, rimettendomi ancora una volta nelle mani di papà, con la conseguente ennesima rasatura forzata. In seguito la raggiungemmo insieme stavolta e, da allora “i miei capelli si sono rifiutati di darmi un’altra chance”, spiegazione datami da mamma e zie. All’epoca questa frase mi sembrava più che plausibile, ora capisco la stupidità dietro questo pensiero.

Ogni tanto riguardavo le mie foto da piccolina con i miei Afro, poi mi vedevo allo specchio con una spugna secca e orrenda in testa e crollavo nella disperazione piu’ assoluta. Ovviamente pur di non farmi vedere con tali cose in testa sono partita all’esplorazione di treccine, twist, cornrow, arrivando molto in fretta alle extension/weavons (del tipo cucite alla testa) e come grande finale il mitico Relaxer.

Lo stiratore chimico è sempre stato un ospite indesiderato ( ovviamente solo da me ) in casa mia: ho sempre avuto una cute piuttosto fragile e quel intruglio non solo mi rovinava i capelli, ma mi lasciava delle piaghe al cuoio capelluto che alcune di voi possono immaginare.

Purtroppo però, essendo i miei capelli forse più difficili di altri, era quasi impossibile ottenere una stiratura decente, quindi come risultato avevo i capelli non stirati ( più simili ad un blow out ) e la cute sofferente, con croste e ferite causate dalla crema lisciante.

Ho cominciato ad oppormi a questa cosa molto in fretta, e mia madre fu costretta a convenire con me, per cui prendeva sempre delle versioni per bambini, per non farmi troppo male, ma in questo modo il risultato era quasi nullo, fare la stiratura o no, era quasi uguale.

La svolta avvenne quando mi spostai per motivi di studio ( ed amore ) in un’altra città. Lontana dall’influenza di madri e varie zie, cominciai semplicemente a smettere di spendere soldi per una cosa che non mi serviva a nulla ( i relaxers ), ma non smisi di soffocare i miei capelli sotto altra roba.

Fortunatamente, la persona che avevo accanto, adorava i miei capelli naturali, che io facevo del mio meglio per nascondere. Avendo iniziato a convivere, era però impossibile non farmi beccare con i miei capelli tra un’ extension e l’altra, così cominciò ad insistere perché io cominciassi a prendermene cura.

Ovviamente avevo mille scuse e motivi per non farlo:

– il clima occidentale e i capelli afro non vanno assolutamente d’accordo!

– tenere i capelli naturali sotto il sole me li farà cadere!

– avere i capelli naturali d’inverno e con l’acqua mi farà diventare pelata!

– è inutile i miei capelli non crescono da quando mio padre mi ha rasata!

– ci sono persone portate per la crescita dei capelli, io non sono una di quelle!

– costa un occhio della testa mantenerli!

– sono brutti, sono secchi, sono duri, sono corti: non possono cambiare!

Però, mentre rispondevo tutto questo, di nascosto cercavo informazioni sulla crescita dei capelli Afro al naturale. Mi documentavo, ascoltavo su youtube tutto ciò che avevano da dire quelle fortunate che non avevano avuto a che fare con un padre come il mio. E così vidi ed ebbi sopratutto la prova, che si poteva fare! I capelli Afro potevano essere gestiti anche al Naturale! Cominciai cosi’ a covare un cauto ottimismo, quindi nel febbraio del 2013, tolsi la mia ultima extension e da allora non ne ho più messe.

Non ho mai fatto un big chop, ma ho solamente tagliato le punte frastagliate. Penso che la mia fortuna sia stata l’avere una cute talmente debole da costringere mia madre a non usare piu’ la stiratura chimica, comunque molto probabilmente nel periodo precedente a febbraio le parti irrecuperabili saranno cadute senza che io me ne accorgessi neanche.

All’inizio e’ stato difficile, avevo tutti contro, tranne una persona che mi ha sostenuta fin dall’inizio. Mia madre è arrivata a farmi trovare parrucchiera, relaxer e extension pronte a mia insaputa per costringermi a tornare indietro e le persone che pensavano di fare il mio bene continuavano a raccontarmi le loro visioni apocalittiche riguardo al disastro che stavo facendo con i miei capelli, non mi sono mai curata di loro ed sono andata avanti per la mia strada, sbagliando qualche prodotto, ma arrivando a capire come far stare bene i miei capelli e soprattutto me stessa.

Arrivata ad ottobre del 2014, la mia più grande vittoria è stata permettere a me stessa di accettare i miei capelli per quello che sono, ad amarli e a non nasconderli. Ora crescono, non li ho avuti mai così lunghi in vita mia, ma non è questa la cosa più importante, è guardarmi allo specchio e poter dire: “wow sono una bomba con questi capelli” e sapere di stare parlando dei miei capelli, veri, naturali ma sopratutto sani.In più il fatto che mia sorella, mia madre e tante bambine della mia comunità abbiano deciso di intraprendere il mio stesso percorso, invidiandomi anche per quello che ho ora, è solo un successo in più.

La trovate sul suo gruppo Facebook Team Natural-Italia (Ragazze Afro).

 

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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