Io chi sono? di Evelyne Sarah Afaawua

“Perché sei diventata Nappy? Stai così bene con i capelli lunghi, lisci e mossi”. Ogni volta che mi fanno questa domanda, vengo proiettata ad un anno e mezzo fa, facendo riaffiorare ricordi che nessuno può immaginare, ma solo io, perché io ero in discussione in quel momento.

Non so se è mai successo anche a voi, ma ogni tanto mi capita di avere delle crisi di identità dovuta a episodi vissuti, parole dette o semplicemente la mente che va ad ingarbugliarsi in certi pensieri, forse e’ il mio segno zodiacale, si sa’ i Pesci sono dei gran sognatori ed amano riflettere, meditare su cio’ che li circonda e di conseguenza sulla loro vita.

Solitamente dopo un paio di giorni di riflessione acuta queste crisi mi abbandonavano e continuavo la mia vita allegramente, ma quella di un anno e mezzo fa era veramente tosta, pesante inaffondabile con pensieri positivi, voleva ma soprattutto doveva essere affrontata seriamente questa volta, perche’ non poteva essere ignorata ed accantonata nuovamente, dovevo trovare il coraggio e guardarmi dentro come non avevo mai fatto prima.

La riflessione incominciò cosi: IO CHI SONO?

Le risposte furono tante e svariate: sono una figlia, una ragazza, una donna, una studentessa, una commessa, una lavoratrice, un’Africana, un’Italiana, una Brianzola, etc.

Ma ogni risposta era incompleta e contraddittoria perché nell’essere ragazza, la vita mi faceva essere “grande”. Allora ero già una donna pensando al mio percorso di vita, ma la mia età non era d’accordo. Essere una studentessa non aveva niente di cosi complicato da intendere, ma se già lavoravo dall’età di 16 anni, in quale categoria rientravo? Potevo essere una lavoratrice che considerava il suo lavoro un hobby per mantenersi gli studi. Sicuramente sono Africana mi dissi, il colore della mia pelle lo dimostra ma quanto lo sono realmente? Il mio corpo, i miei tratti, il mio naso lo confermano, ma la mia voce, il mio accento, il mio modo di pensare mi allontanano da quel continente che potrebbe essere il mio.

Per tagliare la testa al toro allora sono Italiana o no? Ho sempre vissuto qui. Ho fatto le scuole qui, i miei amici sono Italiani, se senti la mia voce senti che sono Italiana, aspetta però – ma gli Italiani non sono neri o almeno non ne ho ancora visto uno. Mi hanno detto che “non esistono Italiani neri“.

Tutte queste risposte incomplete mi hanno portato ad uno scontro interiore devastante, combattevo contro me stessa, non sapevo chi ero, non mi riconoscevo in niente e nessuno, non conoscere se stessi penso sia una delle sofferenze più insopportabili dell’anima.

Mi sentivo sola, abbandonata, un’aliena, un extraterrestre e la domanda ricorrente era…ci saranno altri come me? Se non ci fossero…

Io dove devo stare?

Qual’e’ il mio posto?

Se tra gli Italiani sono quella Africana, e tra gli  Africani sono quella Italiana?

Da qui è cominciato un viaggio, un’analisi, una ricerca, una sorta di ridefinizione della mia persona, del mio essere e del mio IO.

Questa riscoperta di me stessa è cominciata leggendo un mistico chiamato Osho, che capitolo dopo capitolo mi ha aiutato a spogliarmi delle vesti che mi ero cucita addosso, delle maschere, delle corazze che proteggevano il mio vero essere, cominciando a vivere pienamente ogni singolo istante della mia vita senza freni, con meno dubbi, più certezza ma soprattutto una maggiore consapevolezza di me stessa, facendomi accettare le mie origini, il colore della mia pelle, la mia Italianità, la mia Africanità, il mio corpo ed infine i miei capelli.

Cominciavo a vedermi sotto un’altra luce, una luce nuova, una propsettiva diversa, un’angolazione piu’ aperta anche se scomoda perche’ mi spingeva verso una direzione dove non c’era un gruppo di persone, ma ero nel mezzo di due schieramenti, seppur mi sembrava di essere sola li’ in mezzo finalmente io mi sentivo me stessa, potevo essere cio’ che volevo IO senza che fossero gli altri a dirmi cosa, chi dovevo essere.

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Tra tutte queste “tappe” penso che la questione “capelli” sia stata la più meditata. Si perché penso per una donna i capelli siano molto importanti, della serie toccatemi tutto (non proprio tutto!?) ma non i miei capelli.

Nel corso degli anni le acconciature variavano di mese in mese, dalle più semplici alle più svariate e drastiche, ogni acconciatura rappresentava il mio stato d’animo del momento, la ribellione del momento, la semplicità del momento, la pace del momento – ogni style rappresentava un IO diverso.

Ed ora che ero finalmente ME STESSA, quale capigliatura mi avrebbe rappresentata? Ora che ero consapevole di chi ero, del mio potenziale, delle mie debolezze, dei miei punti di forza, quale capigliatura poteva racchiudere tutto questo?

Se volevo essere me stessa, dovevo lasciare che anche i miei capelli fossero loro stessi no? Quindi quale miglior modo se non farli crescere al naturale! Così come sono! Farli crescere allo stato naturale… anche l’ultima maschera stava per cadere. Mi sono presa quattro mesi di tempo per riflettere, per cercare informazioni, metodi e trattamenti per la cura dei capelli Afro al naturale. Non so quanti tutorial avrò visto in quei mesi ma davanti a me si è aperto un mondo FANTASTICO!

Avevo un po’ di paura perché non riuscivo a capire tutto ma grazie a Belinda che ho conosciuto tramite una conoscenza in comune, con l’aiuto di Facebook che univa Milano e Firenze mi dava consigli e dritte ad ogni ora, spiegandomi tutto per filo e per segno con una pazienza infinita, finalmente ero un po’ più serena e fiduciosa che ce l’avrei fatta.

Primo taglio 3 cm (parecchio indecisa ancora), dopo un mese altri 5, dopo 2 mesi sono andata spedita dal parrucchiere ed ero convinta, ero pronta a liberarmi di quei capelli stiracchiati, bruciati, di quel colore marroncino scuro segno di bruciature chimiche, libera dalle mode Africane occidentalizzate…BIG CHOP! Aprile 2013.

Finalmente ero an Afropolitana con una mente libera, il mio corpo, i miei bei capelli…IO.

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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