Intervista ad una Nappy velata… di Khady Bintou Sidibe’

1)      Ciao, raccontami un po’ di te?

Ciao sono Khady. Sono originaria della Costa d’Avorio e vivo in Italia dal 2004. Sono moglie e mamma da 2 anni. Ho vissuto 7 anni in Provincia di Vicenza dove mi sono diplomata in ragioneria nel 2009. Mi sono spostata 3 anni fa in Piemonte per amore. Nel corso degli anni ho effettuato vari lavori in diversi settori ma in questo momento diciamo che sono mamma a tempo pieno.

2)      Come mai Nappy? Da quanto?

Il mio percorso Nappy inizia nel 2011 quando rimango incinta di mia figlia, premetto che non indossavo ancora il velo e non sono mai stata una fan dei prodotti liscianti, li usavo raramente per potermi pettinare facilmente. Ho deciso di tagliarli corti all’inizio, per rendermi più semplice e veloce la cura e gestione dei miei capelli, avendo oltretutto perso il lavoro mi ritrovavo con un sacco di tempo a disposizione per prendermene cura. Ero orgogliosa dei miei ricci, mi sentivo una vera africana. Ho avuto una bella crescita durante la gravidanza e sfoggiavo orgogliosamente i miei capelli. Nel 2012, siamo partiti per l’Africa per celebrare il nostro matrimonio e per l’intera vacanza ho dovuto subire le critiche di tutti. Come ben sapete in Africa la bellezza di una donna spesso viene determinata da come si prenda cura dei propri capelli e non riuscivano a capire per quale motivo io andassi in giro con quella “foresta”, ma io ero sicura di me e lo stupore della gente mi faceva solo sorridere.

Penso che la mia particolarità di Nappy nasca dal fatto che porto il velo in quanto donna mussulmana e mi piacerebbe raccontarvelo in breve.

Il mio percorso da donna musulmana con il hijab inizia dopo un lungo periodo di ricerca spirituale durante il quale il mio obiettivo principale era quello di conoscere meglio la mia religione. Fino a quel periodo la mia opinione sulle donne musulmane con il velo era a dir poco costruita da stereotipi infondati. Per me rappresentavano il prototipo di donne sottomesse, maltrattate, prive di decidere in piena autonomia della loro vita, quindi dipendenti da mariti/padri/fratelli padroni che le costringevano a coprirsi. Pur avendo un’amica anch’essa velata, in realtà non avevo mai cercato il perché della sua scelta. Evitavo di affrontare l’argomento con lei per paura che magari riuscisse a convincermi a coprirmi anch’io. Un giorno vengo aggiunta ad un gruppo di ragazze su Facebook ed è così che la mia mente si aperta a questo mondo a me sconosciuto, iniziando a fare chiarezza su molti punti che ignoravo. Mi sono ritrovata di fronte ragazze stupende, emancipate, divertenti, gentili e di un’intelligenza sconvolgente. Piano piano ho iniziato a fare ricerche soprattutto sui diritti delle donne musulmane, e scoprivo che le dicerie e pensieri immessi nelle menti della società sono totalmente in contrasto con gli insegnamenti della nostra religione, addirittura un uomo che teme veramente Dio dovrebbe trattare la proprio donna come una principessa come viene insegnato d’altronde da tutte le religioni.

Purtroppo i mass media diffondono spesso le notizie negative o false, per creare astio tra i diversi schieramenti; non nego che esistano persone estremiste che fanno tutto tranne che comportarsi come realmente dovrebbero fare, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio.

Da queste nuove amiche non mi sentivo per niente giudicata anche se all’epoca indossavo ancora abiti corti e alternavo acconciature tutto meno che discrete, tra me e me mi chiedevo “Ma dove sono queste ragazze chiuse, antipatiche, sottomesse che credevo di incontrare?”.

Era veramente tutto nuovo per me, vi confesso che provengo da una famiglia musulmana ma non ero praticante e pregavo ogni tanto quando mi trovavo nei guai.

Come tutti gli anni arrivò il mese del ramadan ed iniziai a pregare e leggere seriamente il Corano, fin quando un giorno leggendo il nostro “Libro Sacro” scopri’ che per ogni donna musulmana è obbligatorio l’utilizzo del velo, per farci riconoscere tra le altre donne e per una questione di pudore, ma soprattutto e’ un modo per adorare Dio. Man mano che continuavo con la lettura il mio carattere migliorava, ero più positiva, più serena, provavo un sentimento di beatitudine, di pace interiore, mai provato prima.

Giunto il termine del Ramadan decisi di indossare il velo. Tutti rimasero sorpresi della mia scelta. Mio marito in primis anche se il suo appoggio fu l’unico che ricevetti. La mia famiglia pur essendo musulmana era contraria alla mia scelta. I miei mi spiegarono poi che in realtà avevano paura che questo “pezzo di stoffa” sulla testa mi avrebbe portato a non trovare lavoro o subire ingiustizie dagli altri. Non vi nego che non è stato facile far accettare ai miei cari il mio nuovo IO. Ma alla fine con l’aiuto di Dio ce l’ho fatta. Penso che questo sia stato facilitato anche dal fatto che vedessero che pian piano stessi cambiando in meglio caratterialmente parlando.

Ho iniziato ad apprezzare realmente la vita ed a amare Dio. Le donne con il velo suscitano molta curiosità nella mente di tante persone . Spesso mi è stato chiesto “ma sei stata obbligata da tuo marito a conciarti così?” ed io dolcemente rispondo che non c’è alcuna costrizione in religione. È inoltre considerato un peccato obbligare una donna a mettersi il velo. Persino mio marito è rimasto sorpreso dalla mia scelta ma il suo appoggio è stato fondamentale per riuscire a affrontare quei momenti di difficoltà in cui molte persone si sono allontanate da me giusto perché ero ritornata sinceramente all’Islam. Qualunque cosa si faccia il sostegno di quelli che ci amano ci dà tanta carica. Quindi no, non stata obbligata a fare niente. La mia scelta è stata consapevole e fatta in piena autonomia. Alcuni mi chiedono “ma come vi vestite a casa? Non vi sentite discriminate dal fatto che non possiate anche voi uscire vestite sexy?” Anche in questi casi rispondo di no. Per quanto mi riguarda non mi sento in alcun modo meno emancipata da chi si veste in modo “normale” perché anche il mio modo di vestire è normale. Anche noi indossiamo abiti sexy solo che lo facciamo a casa e questo per noi non rappresenta alcun limite.

3)      Come e’ cambiata la tua vita da quando sei Nappy?

Tornando all’argomento nappy con il velo, devo ammettere che le mie abitudini non sono state stravolte in quanto continuo a prendermi cura dei miei ricci come prima. A casa non c’è l’obbligo dell’utilizzo del velo di conseguenza ho modo di sfoggiare i miei capelli quando siamo tra parenti. Anche se non li sfoggio fuori mi sento una Nappy a tutti gli effetti.

4)      Come hai conosciuto Afro-Italian Nappy Girls? Esprimi un parere in merito alla community (come ti senti che vorresti in piu’, cosa ti piace, cosa non ti piace…)

Ho conosciuto Afro-italian Nappy Girls grazie a Facebook e sono stata davvero felice di questo. È bello vedere come questa iniziativa sia riuscita a riunire varie ragazze provenienti da diversi paesi. Anche se non sono molto presente sento di far parte di una grande famiglia, adoro soprattutto l’impegno da parte di tutte quante per portare la community ad allargarsi sempre di più.

5)      Che consigli dai alle altre nappy? Nuove e vecchie?

Il consiglio che darei a tutte è di non mollare mai continuando a far valere in qualunque situazione la nostra identità. I capelli naturali sono i più belli e sani del mondo e questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutte noi.

6)      Cosa ami/non ami dell’Italia? Cosa ami/non ami del tuo paese di origine?

Amo l’Italia, me ne sono innamorata da subito. Mi piace il calore delle persone che incontro ogni giorno. Mi piace il cibo italiano che tra l’altro figura tra i migliori del mondo. L’unica cosa che negativa al mio parere è la politica che porta molte persone a provare disprezzo per chi è diverso…per chi viene da lontano.

La Costa d’Avorio è altrettanto bella. Mi mancano le sue bellissime spiagge, la solidarietà che c’è tra le persone e l’amore che vige nonostante le diversità etniche e religiose. Il punto negativo è che non siamo abbastanza sviluppati economicamente e mancano le infrastrutture sanitarie.

7) Se potessi cambiare qualcosa di questo paese, cosa cambieresti?

Se avessi il potere di cambiare qualcosa in questo paese penso che inizierei cambiando molte leggi soprattutto quelle legate alla criminalità rendendole più rigide e cercherei di trovare dei metodi nuovi per abbassare il tasso di disoccupazione.

8) Una citazione che vuoi lasciarci.

“La salita è dura ma una volta in alto il panorama è fantastico”.

Questa citazione deve servire di incoraggiamento per potare ognuno di noi ad affrontare qualsiasi sfida a cui dovrà essere confrontato.

Di: Evelyne Sarah Afaawua.

 

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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12 Commenti

  1. grace
    30 ottobre 2014

    bel intervista!! complimenti x il tuo coraggio e il tuo percorso spirituale

    • admin
      30 ottobre 2014

      Sì molto bello emozionante, ma sopratutto ammirevole!!! Togliamo questi stereotipi perchè servono d’esempio ad un Italia che non vuole cambiare MA DEVE PER FORZA CAMBIARE!!!!

      • khady
        30 ottobre 2014

        Deve cambiare si anche perché ormai il popolo italiano è composto da persone di varie provenienze, culture e razze.

    • khady
      30 ottobre 2014

      Grazie cara 🙂

  2. Najat
    31 ottobre 2014

    Mamma mia che bella storia!!! non sai come ti stimo in questo momento… ammiro il coraggio che hai avuto per affrontare le tue difficoltà dovute a persone che non accettavano la tua scelta e ammiro il fatto che hai condiviso la tua bella storia!! continua così!!! ;D

  3. Reina Ailin
    3 novembre 2014

    mi è piaciuto un sacco sapere che il fatto che tu abbia il velo non ti faccia sentire meno Nappy, anzi il contrario ;D GOOO khady
    Bella anche la frase finale, motiva un sacco

    • khady
      7 novembre 2014

      Premetto che non è mia 🙂 l’ho sentita da qualcuno e mi è piaciuta da subito 🙂

  4. Emoglobina-Cri
    9 novembre 2014

    Una storia davvero incoraggiante!!Sei d’esempio.Bellissima la frase finale!!

  5. Gloria26
    25 novembre 2014

    Woow complimentiii

    • Evelyne Sarah Afaawua
      19 dicembre 2014

      @Gloria26 Benvenuta Gloriaaaaa!!! Finalmente tra di noi!!!

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