Il Referendum intervista Nappytalia…di N. Dilshani Uyangoda, S. Santoro

Afro-Italian Nappy Girls

Afro-Italian Nappy Girls è una community che riunisce ragazze Afro-Italiane che, per affermare la propria identità africana, hanno deciso di abbandonare le stirature chimiche per sfoggiare con orgoglio la propria tipica capigliatura riccia.
Abbiamo intervistato la fondatrice della community.

Chi è Evelyne S. Afaawua? E qual è stata la tua storia personale prima di diventare una nappy girl?

Mi chiamo Evelyne Sarah Afaawua, ho 26 anni, sono nata in Francia a Poitiers. All’età di un anno la mia famiglia si è trasferita in Italia per cercare una stabilità economica. All’età di 3 anni mia mamma ha avuto la forza e l’umiltà di chiedere aiuto, dandomi in affidamento presso un famiglia Italiana che si è presa la grossa responsabilità di crescermi come se fossi figlia loro, senza mai sostituirsi ai miei genitori, ma aiutandoli, prendendosi cura di me in tutto e per tutto, ricordandomi dei sacrifici che i miei genitori stavano facendo per me.

A 12 anni sono rientrata nella mia famiglia e sono emigrata in Ghana per imparare l’inglese ma soprattutto per conoscere la mia cultura, le mie tradizioni ed usanze che a fatica apprendevo in Italia essendo molto cocciuta. I 4 anni in Ghana sono stati duri inizialmente, dopo il primo anno ho cominciato il mio processo di integrazione grazie a mia nonna che mi ha aiutata in questo percorso di riscoperta di un mondo nuovo per me.

A 16 anni sono rientrata in Italia ed ho continuato gli studi diplomandomi a pieni voti (100 centesimi) all’Istituto tecnico commerciale MLK come “perito aziendale e corrispondente in lingue estere”. Ho proseguito la mia carriera universitaria all’Università commerciale Luigi Bocconi eseguendo un corso interamente in inglese “Bachelor of International Economics & Management” e spero di laurearmi a breve. Ho svolto diversi lavori da quando ho 18 anni per permettermi di finire le superiori e l’università. Attualmente faccio la receptionist in una grossa multinazionale a Milano e da gennaio mi definiscono anche Blogger.

Chi sono le nappy girls e cosa significa appartenere a questo “gruppo identitario”?

Le nappy girls sono normalissime ragazze che hanno deciso di ritornare alle origini, accentuando come sono fatte e sfoggiando i loro capelli al naturale. Siamo ragazze africane, sudamericane, mulatte, mamme con figli mulatti, mamme che hanno adottato figli neri, insomma un luogo di incontro per tutte quelle persone che hanno problemi a gestire i capelli Afro che hanno come fama quella di essere crespi, ricci e ribelli “apparentemente”; inconsciamente abbiamo tutte un legame con l’Africa, mi piace ricordare che ogni persona che abbia anche solo un briciolo di Africa nel proprio DNA lo riflette esteriormente con un riccio, riccissimo o boccoloso.

Oltre a scambiare informazioni sulla gestione, vorremmo che questa nostra presa di posizione nell’accettarci come siamo possa essere un mezzo per far diffondere consapevolezza della presenza di Afroitaliani che apportano un contributo positivo, un valore aggiunto alla società ripulendo e ridefinendo la figura dell’Africano medio in modo da togliere i pregiudizi che spesso ci sono

Essendo di origine africana e vivendo in Italia, hai mai avuto problemi di accettazione di te stessa? Ti sei mai sentita inadeguata?

Non ho mai avuto problemi di accettazione di me stessa, ho sempre vissuto nel mio piccolo paesino brianzolo dove sono cresciuta, dove tutti mi conoscono come la piccola Evelyne che poi è andata via e ritornata.

Ho iniziato a rendermi conto della mia diversità quando ho iniziato a frequentare Milano, il lavoro, l’università, insomma nel momento in cui sono uscita dalla mia “safe zone” ero Evelyne – Nera – Africana, ed io non mi ero mai vista come Africana fino a  6 anni fa. Ho capito che stavo perdendo un pezzo di me stessa, la parte che mi completava, la parte che avevo appreso vivendo 4 anni in Ghana, ma che non avevo mai espresso e sfoggiato con orgoglio. Mi sono chiesta più volte perché non abbia mai sentito il bisogno di esporre me stessa in tutte le mie sfaccettature e seguendo un ragionamento ho capito che in qualche modo mi ero indotta a privilegiare l’essere Italiana perché gli sguardi della società ricambiano lo sguardo italiano e non quello africano.

Ho deciso di prendere ciò che di positivo e bello c’è in entrambe le culture, senza escludere nessuna e senza permettere che nessuna prevali sull’altra, un unione che deve fare la forza e rendermi un valore aggiunto nella società, questo è il messaggio che voglio diffondere.

 

Prima della svolta nappy in che modo ti approcciavi alla cultura africana?

Prima del mio “ritorno alle origini” non avevo un approccio alla cultura africana, mi limitavo ad accompagnare di rado i miei genitori a qualche festa importante o matrimonio o battesimo di amici stretti, oppure mangiando qualche piatto tipico Ghanese come Fufu o Banku, ma penso ci voglia molto di più per essere Africani e sto ancora imparando molto. Ora sento che il richiamo mi nasce da dentro e vuole manifestarsi verso l’esterno; e non che dall’esterno cerco di immettere qualcosa dentro di me in maniera forzata.

Da cosa è scaturito il tuo mutamento di approccio alle tue origini e come? Questo cambiamento è avvenuto in modo naturale? Hai incontrato difficoltà?

Non c’è stato un vero e proprio mutamento, mi sono sola guardata allo specchio un giorno e mi sono vista per tutto quello che sono: italiana, africana, studentessa, lavoratrice, senza nascondere niente solo perché la società ha pregiudizi. Io sono questa e la società dovrà guardarmi sotto una lente di ingrandimento che metterà in rilievo tutte le mie sfumature, senza che io debba reprimere qualcosa per paura di non essere accettata. Sono sempre Evelyne, solamente me stessa al 100%.

In che modo la tua identità di africana coincide con la necessità di mantenere i tuoi capelli naturali? Non rischia di essere una questione “effimera”?

Ad oggi la mia unica necessità è quella di essere me stessa al 100%. Ho così tante qualità in me che non sapevo di avere, non le ho mai vissute ed esternate a pieno, inconsapevolmente vivevo a metà.

Voglio essere me stessa con tutto il mio vissuto al naturale dentro, ma soprattutto esteriormente; se voglio che i miei capelli siano loro stessi devono essere riccioli, perché non li abbiamo lisci naturalmente. Se Qualcuno ci ha creati con questi tratti, con questi capelli, con questa pelle un motivo di sicuro ci sarà ed io voglio sfoggiarlo consapevolmente. Niente di ciò che Dio ha creato può essere effimero, come me ci sono tanti ragazzi che hanno voglia di mostrarsi per come sono vista la piena consapevolezza della loro persona che hanno appreso; ora siamo nell’anonimato, siamo nell’angolo, siamo al buio, siamo sconosciuti, ci stiamo rivelando su molti fronti. Afro-Italian Nappy girls usa i capelli come mezzo, Nappytalia racconta le proprie storie di ragazze che si stanno affermando in questa società, c’è chi scrive, c’è chi canta, chi si impegna nello sport: stiamo avanzando con atti concreti che difficilmente potranno essere dimenticati a mio parere, in qualche modo stiamo scrivendo la storia degli Afroitaliani.

 

Pensi che questo sia l’unico fattore, o comunque il più determinante, per affermare la tua identità di origine? Perché?

Assolutamente no, i capelli sono l’apice o la ciliegina sulla torta di un percorso intrapreso qualche anno prima, è solamente quello che si vede di più a primo impatto. Ci sono tradizioni, usanze, la musica, il cibo, c’è molto di più prima di poter dire di essere Africana, il primo step è stato accettarlo, esserne consapevole, ora ho intenzione di valorizzarlo a pieno. Ma tutto deve stare su un unico piano, Italia e Ghana, perché sono questo, l’evoluzione di due culture.

Quello che voglio è prendere ciò che di positivo c’è in entrambe e metterlo sullo stesso piano.

In che modo si esprime invece la tua identità italiana?

La mia identità non ha bisogno di essere espressa. Io sono così come mi vedi, parlo, come gesticolo, come saluto come la mano destra, come amo il piccante, come ascolto la musica italiana ma anche hip-hop ed Afro, non c’è un confine o un borderline, c’è un mix che è fantastico e stupefacente.

Esprimo me stessa.

Fonte: Il Referendum

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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