Fifty Shades of…Nappy di Alice Artemide

Quando mi guardo allo specchio, al mattino, mi salutano due occhi verdazzurri e la mia solita faccia dall’incarnato cosi chiaro che sembra uscito dalla candeggina, circondata da un mare di…ricci.
Già. Ricci.
Uno dei miei primi ricordi, è mia madre che mi rincorre per casa, brandendo una spazzola per capelli da una parte ed un paio di forbici dall’altra, mentre io scappavo di stanza in stanza pur di evitare la tortura ( ed un pò l’umiliazione ) del lavaggio e del taglio, necessario a quella povera donna per tenere sotto controllo la bestiaccia ( anche conosciuta come i miei capelli ). Nella mia foto dell’asilo, a circa tre anni, quella pecorella con due/tre centimetri di boccoli belli tondi e larghi da passarci un dito, manco a dirlo, sono sempre io.
I successivi trent’anni di convivenza con i miei capelli sono una specie di separazione in casa, in cui ciascuno dei due fa del proprio meglio ( o peggio che dir si voglia ) per rendere all’altro la vita quasi impossibile, tra piastre, spazzole, code al limite dell’impossibile, pianti isterici, parrucchiere sull’orlo di una crisi di nervi e stirature.
Vi suona famigliare, vero?
E’ quello che ho pensato anche io leggendo le vostre storie e le storie di moltissime altre nappies sparse per il web.
Queste storie, le vostre storie, mi hanno insegnato molto, e mi hanno fatto riflettere a lungo, tanto che ormai un’anno fa ho deciso di….istituire un trattato di pace con i miei capelli, rendendomi conto che in fondo, sono parte di me e che continuare a far loro del male, nasconderli, era privarmi di una caratteristica che mi appartiene, di una parte di me che, per quanto complicata e spesso bizzosa, mi rispecchia.
Ci vuole coraggio, per essere delle Nappies, per mostrarsi al mondo cosi come si è, senza uniformarsi ad un’ideale che ci viene imposto talmente in profondità da entrare dentro alla pelle. Ci vuole coraggio per sopportare le domande delle persone (Oh, ehi, ma sono i tuoi veri ricci? Ma come li pettini?), i consigli non richiesti ed i pregiudizi. Ci vuole coraggio e soprattutto pazienza, perchè non ci si può aspettare immediatamente nè comprensione nè tantomeno risultati.
Ci vuole coraggio, per essere se stesse, e questa è una cosa che ho imparato da voi, da tutte voi, così diverse, ma così simili a me.
Nappy, per me, è questo: La libertà di essere me stessa, di mostrarmi al mondo senza sentirmi in dovere di cambiare, ma con l’unico intento di stare bene con me stessa e piacermi, ricci indomabili compresi, ed è questo che voglio dire a tutte quelle ragazze che ci seguono e che magari pensano (come lo pensavo io stessa) che essere Nappy sia uguale ad afro.
“Non importa di quale paese tu sia, quali siano le tue origini o di dove siano i tuoi antenati. Ci sono migliaia di sfumature, ed ognuna è bella e preziosa proprio perchè unica, come unica è la bellezza di ogni persona.
Fuori quindi il coraggio, ed abbracciate voi stesse e la vostra sfumatura, senza paure, perchè troverete si tante persone disposte a criticarvi, ma anche tante splendide ragazze disposte ad aiutarvi ed a consigliarvi in quello che vi prometto, è un viaggio di cui non vi pentirete.”

di Alice Artemide

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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2 Commenti

  1. Onakome
    24 giugno 2015

    Grazie mille <3 è un piacere leggerti, e condivido ogni parola che hai detto. Nappy rappresenta infatti per me la conseguenza di una presa di coscenza, la decisione di essere liberamente se stesse, mettere ciò che veramente si è onestamente davanti a tutto il resto. Ci vuole coraggio tenacia ma soprattutto fiducia infinita dolcezza e compassione (non quella da vittimismo ma la compassione derivata dal rispetto e dall'amore vero rivolto a se stessi). Qui si parte dai capelli, altrove si parte da caratteristiche più interiori, ma che differenza fa? Ogni singolo millimetro di noi è connesso e legato a tutto il resto che siamo e tutto così è giusto. <3 <3 <3 <3 <3 Grazie 😀

    • Evelyne Sarah Afaawua
      29 giugno 2015

      Woow @Onakome bellissme le tue parole!!! La storia di Alice infatti e’ bellissima veramente, soprattutto fa capire il lato interiore e piu’ profondo dell’essere nappy che dovrebb toccare tutti noi 🙂 Quando vuoi aspettiamo anche la tua storia!!!

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