FAI-DA-TE d’altri tempi

Vi ricordo sempre che questi brani tratti dal libro “Hair Story” ci aiutano a capire forse come i capelli Afro sono stati influenzati oltreoceano, visto che una storia italiana non vi e’ ancora, i paragoni e confronti a volte aiutano e servono a capire come certe dinamiche si sono evolute in altri Stati che hanno avuto una connessione con l’Africa. Noi una storia scritta non l’abbiamo ancora sui capelli, ma forse la stiamo scrivendo ora insieme 😉

Come gia’ abbiamo espresso in diversi articoli precedenti a questo, dopo 200 anni di schiavitu’, il metodo casareccio di prendersi cura dei propri capelli svaniva via andando, negli anni l’obiettivo della cura dei capelli Afro e Ricci, viste le mescolanze che gia’ iniziavano ad esserci, non era di capelli sani e forti, ma di capelli che si avvicinassero sempre di piu’ ad un canone di bellezza Bianco, imitando e cercando di riprodurre le acconciature caucasiche con capelli lisci.

Sia le donne che gli uomini (non dimentichiamoci di loro per carita’) erano constantemente alla ricerca di prodotti ed arnesi, non che’ attrezzi, per poter riprodurre su se’ stessi l’unico canone di bellezza a loro proposto, presentato e riprodotto in continuazione in ogni luogo.

In America non esistevano luoghi comuni o privati dove la bellezza dei capelli Afro al naturale venisse promossa e valorizzata, questo non lascio’ niente per le nuove generazioni sopratutto quelle che sarebbero nate e cresciute e diventate Afroamericane dopo molte battaglie e rivendicazioni di uguaglianza. Le nuove generazioni non riuscivano a cogliere la bellezza intrinseca nel loro aspetto naturale, vista la poca o quasi assenza dell’influenza delle origini Africane, diventava difficile per coloro nati in cattivita’ vedere una bellezza estetica in quei capelli cotonati, kinky, cosi’ duri e crespi…ai loro innocenti occhi, erano semplicemente brutti, ciò che reputavano bello stava in capelli lisci e dritti.

I metodi per potersi stirare i capelli scarseggiavano, già nel periodo di schiavitù, gli stessi schiavi in assenza di pettini adatti, di oli naturali, olio di palma che in Africa utilizzavano per lo styling, iniziarono ad adattarsi a cio’ che riuscivano a rimediare per acconciare i propri capelli, quindi lo stesso fecero per le tecniche di stiratura.

Il prezioso olio di palma,venne sostituito con dei prodotti oleosi, come il lardo affumicato oppure il burro, per creare delle maschere che ammorbidissero e preparassero i capelli alla stiratura, che al tempo stesso riuscissero a donare lucentezza dopo la tanto desiderata stiratura.

La farina di mais ed il kerosene che all’epoca erano facilmente reperibili, possiamo uguagliarli al nostro attuale aceto di mele odierno che utilizziamo per pulire a fondo il cuoio capelluto, mentre il caffe’ divenne per le donne una tinta naturale per capelli.

Diversi metodi di stiratura dei capelli Afro vennero inventati dai Neri facoltosi procacciatori d’affari alla ricerca di nuove opportunita’ commerciali, ma prima di arrivare a cio’ i metodi del Fai da Te non avevano competitors, per esempio, gli uomini si tingevano  i capelli utilizzando la pasta grassa ricavata dal petrolio che utilizzavano per lubrificare le rotaie dei vagoni dei treni, mentre invece le donne si impastavano la testa con del burro o lardo di maiale o grasso d’oca per poi stirare e lisciare ciocca per ciocca con un caldo coltello lasciato ardere nel carbone per diventare abbastanza bollente per la stiratura dei capelli ribelli. A volte i capelli venivano attorcigliati in stringhe di nylon o cotone oppure per i piu’ facoltosi in pelle di anguilla per ridurre l’ultrariccio e creare di mega boccoli.

Questi metodo, alcuni veramente dannosi, venivano a volte applicati anche ai bimbi, sui capelli dei propri figli, nipoti, sorelline e fratellini iniziandoli cosi’ ad abituarsi alla stiratura, al sacrificio, ma sopratutto al dolore e ripudio del proprio capelli al Naturale.

Ricapitolando quindi i prodotti utilizzati principalmente per il fai da te erano burro, lardo di maiale, grasso d’oca, farina di mais, kerosene, pasta per freni..ecc. ma il metodo più ingegnoso di quel tempo era la stiratura con la cosiddetta “lasciva” ( in inglese lye ).

Questa crema altamente corrosiva, con un effetto lisciante immediato, veniva mischiata con delle patate (tagliate fini fini) per diminuire l’effetto caustico, veniva applicata sui capelli ed ahimè a volte anche sulla cute, causando diverse ustioni sulla pelle dei mal capitati, poco importava le croste che potevano formarsi ed il dolore che procuravano, la cosa più importante era avere i CAPELLI LISCI.

di Evelyne S. Afaawua

Fonte: “Hair Story”

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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