Come faccio ad essere una NAPPY GIRL?

Nappytalia

Come faccio ad essere una NAPPY GIRL?

Quando ho aperto Afro-Italian Nappy Girls, la risposta a questa domanda era molto pratica e sbrigativa, cioè smetti di usare creme chimiche, compra questo tipo di shampoo, balsamo, idrata e mi sentivo appagata.

Dopo un mese dall’apertura di AINGs, ho sentito il bisogno di raccontare il mio “viaggio di ritorno” attraverso un breve saggio; per mia sorpresa, molte ragazze natural e non, avevano attraversato o stavano attraverando ciò che avevo scritto, da lì ho capito che non era solamente un rapporto astratto (capelli, forbici, creme, acconciature, ecc. ) ma che l’essere Nappy partiva da molto lontano.

Ogni ragazza/o che abbia un briciolo di Africa nel suo DNA, lo riflette nei propri capelli, un ricciolo ribelle c’è sempre, purtroppo per via della storia degli stereotipi inculcati nelle menti dei nostri antenati e tramandati fin ad oggi, il capello liscio ha sempre prevalso su quello riccio, riccissimo, folto e crespo. L’essere NAPPY è una ribelione a questa disuguaglianza affermata nei decenni e nelle epoche, per ristabilire un equilibrio, dove niente e nessun prevalica, ma tutto sta su un unico piano e livello.

Per me essere una NAPPY girl parte dal cuore, parte dal momento che accettiamo di essere noi stesse, accettiamo quella percentuale fisica o caratteriale di AFRICA che abbiamo in noi. Vuol dire essere felice al naturale (Naturally Happy), felici di essere come Dio, Allah, Buddha, o qualsiasi entità superiore in cui credete vi abbia fatto, non cercando più di nascondersi dietro creme schiarente o chiome lunghe e dritte che non vi appartengono, assomigliando a stereotipi inculcati per evidenziare il dominio di una razza su un’altra.

Nel momento in cui accettiamo le nostre origini, chi siamo ma soprattutto come siamo, trovare un collocamento sociale è molto più semplice. In Italia le seconde generazioni si trovano sballottate tra mondi diversi, seppure vivendo in Italia da molto tempo; ciò che scrissi inizialmente nel mio saggio (CHI SONO IO?) partiva proprio dal mio smarrimento in una società che sentivo mia, ma che non mi accettava al 100%. Oggi ho capito che non era la società a non accettarmi, ma ero io in primis a non accettarmi cercando di assomigliare a qualcuno che nel mio albero genealogico non esistiva, cercando di cancellare la mia particolarità, già la DIVERSITA’ che mi distingue e mi fa emergere dalla massa, arricchendomi moltissimo.

Quindi Nappy sisters accettate ed abbracciate le vostre DIVERSITA’, sono la vostra RICCHEZZA!

di Evelyne Sarah Afaawua

Ph: Josphil photos

Evelyne Sarah Afaawua

Imprenditrice, Web Influencer & Hair Coach. Sono ossessionata dai miei capelli. Facebook dipendente da gennaio 2014. Fondatrice di Nappytalia, la prima community in italiano sulla cura del riccio-afro, attualmente una start up di import e rivendita di prodotti naturali per i nostri capelli.

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9 Commenti

  1. Najat
    19 settembre 2014

    Mamma mia le tue parole riescono sempre a toccarmi nel profondo…riesci veramente a esprimerti bene e anche ad esprimere quello che molte persone come me provano… sono d’accordo con il fato che essere nappy vuol dire accettarsi veramente, accettare la diversità ( che non è un difetto, anzi… ti da molte prospettive in più) e accettare come siamo stae create. ho sempre sentito il richiamo nel mio cuore che mi diceva che stirare i capelli fosse sbagliato ma l’ho sempre ignorato perchè non sapevo nemmeno come fare a tornare naturale ma poi in un momento di pazzia ho trovato che una via c’era.

    • admin
      19 settembre 2014

      Mi fa piacere @Najat non sai quanto! Se riesco a trasmettere anche solo ad una persona un briciolo di quello che ho dentro, il mio obiettivo e raggiunto, speriamo di aumentare giorno dopo giorno…
      Io per anni ho nascosto la mia diversita’ perche’ essere Italiana era piu’ facile per amalgarmi con la societa’ ma noi non dobbiamo adattarci a niente e nessuno, esistiamo e basta. Afroitaliani, una “razza” emergente passami il termine, no emergente un caiser, che prima eravamo piccoli, ora siamo cresciuti e rispetto ad i nostri genitori abbiamo, anzi dovremmo aver stesse opportunita’ ma sopratutto diritti.

      • Najat
        8 ottobre 2014

        mi fa veramente piacere che adesso non nascondi più la tua diversità e accetti pienamente quello che sei =)

  2. Emoglobina-Cri
    29 settembre 2014

    Che bella premessa che hai fatto!!Hai toccato proprio il senso dell’essere nappy.Secondo il parere di certe mie cugine io sarei troppo fissata per i capelli.A loro dico sempre e faccio notare che l’esser nappy è un qualcosa che va oltre alla scelta di quale prodotto spalmare sulla propria testa.Con l”esser natural non ci si limita a lasciar crescere i propri capelli liberamente senza stiratura chimica.Ma è qualcosa di più profondo.Per me esser nappy è come dire al mondo:”Sono anche africana e ne vado fiera ed i miei capelli parlano da soli”. 🙂

    • admin
      30 settembre 2014

      Esattamente Cri!!! Hai capito veramente il cuore dell’ articolo!!! I capelli sono il mezzo per manifestare un’accettazione interiore, la fine di un viaggio fatto alla riscoperta di noi stesse 🙂 Felice di condividere questo con persone che la pensano come me <3

    • Najat
      8 ottobre 2014

      @Emoglobina-Cri mi piace molto quello che hai scritto fra virgolette perchè alcune persone rinnegano di essere africane e fanno di tutto per essere italiane e questo a parer mio non lo trovo giusto perchè essere africani non è un difetto ma è qualcosa per cui andare fieri

  3. Emoglobina-Cri
    29 settembre 2014

    Ah dimenticavo…stupenda la foto di Afroselvaggio!!:)

  4. Emoglobina-Cri
    12 dicembre 2014

    Ciao @Najat!!Scusami…ho letto solo ora il tuo commento.Pardon!!La penso proprio come te…non potrei mai rinnegare le mie origini.Anche per me esser africana è un pregio,è una ricchezza in più.Non so magari devo anche ringraziare i miei genitori…hanno saputo trasmettermi questo legame con la mia terra natale. 🙂

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