Appropriazione culturale: la nuova colonizzazione

Appropriazione culturale trattata dai media

Appropriazione culturale: la nuova colonizzazione

Quel che è mio, non è tuo!

La presa di possesso di un avere fisico o culturale è stato presente in molteplici percorsi storici a partire dai Romani, conquistatori di molte terre africane e nord europee, alla ricerca di risorse e spazi con cui arricchirsi e acquisire potere. Nell’era moderna la colonizzazione si manifesta anche attraverso la cosiddetta appropriazione culturale. 

Esempi di appropriazione culturale

Esempi di come acconciature, abiti o capelli, vengano “rivisitati” e resi nuovi. Credit: IG @blackgoddess

Nell’arte, nella moda, nell’innovazione e nell’intrattenimento, sono all’ordine del giorno questi “saccheggi culturali”. Oggi è estremamente difficile riuscire a trovare culture pure; le usanze, le parole, le espressioni, le tendenze nascono, si muovono, interagiscono nel mondo grazie alla globalizzazione, ma questo non ne legittima la loro violazione. Preservare e rispettarne l’origine e destinazione, deve diventare una prerogativa inderogabile. 

Appropriazione culturale rivisto attraverso gli occhi di giovani

We’re a Culture, Not a Costume – Campagna di sensibilizzazione, nell’uso di maschere e costumi di divertimento che rappresentano, negativamente, la cultura di questi ragazzi protagonisti.

VIPs ed influencers hanno il potere di influenzare e rendere virali questioni di ogni tipo. Il loro essere “influencers” mira proprio alla manipolazione della suscettibilità dei loro followers, nel credere che un termine, una parola, un capo, un’acconciatura, sia stata cognata da loro. Questa è la violenza più brutale che si possa fare ad una cultura, soprattutto, quando non se ne conosce storia, origine e valore. Ecco alcuni casi che hanno lasciato il mondo a bocca aperta: Riccardo Tisci e le sue “chola girls”Kim Kardashian e le treccie “alla Bo Derek”, e  Miley Cyrus e il twerk. 

Kim Kardashian rinomi i corn rows in ""Bo Dereck"

Lo scandalo Kim, quando pubblicò una foto con dei “Fulani braids” o quelli che comunemente chiamiamo “Corn Rows” rinominandoli in “Bo Derek”. Un episodio che fece ribaltare l’intera popolazione Afroamericana di fronte a questo chiaro episodio di appropriazione culturale. Credit: @Yoldeeee

Non è giusto e rispettoso utilizzare per scopi specifici,  elementi di una certa cultura spesso di natura religiosa o alto rispetto socialeNon è accettabile infangare la rispettabilità di un aspetto culturale di qualcosa che non è nostro. 

Appropriazione culturale a Carnevale

A Carnevale ogni scherzo vale! – Sì nel rispetto della cultura e sensibilità altrui.

Come integrare una cultura con unaltraLe soluzioni sono molteplici. Non ci sono uniche vie di integrazione, poiché la flessibilità culturale non è standard per tutte le persone e realtà. E’ necessario un enorme rispetto quanto altrettanta curiosità. Non bisogna essere tolleranti, ma ospiti e accoglienti di nuove e vecchie prospettive, perché nella conoscenza della diversità, del suo passato e presente, si può capire questa continua evoluzione del mondo. Rendiamo il nostro impegno intellettuale ed emotivo al meglio, creando ambienti migliori in cui convivere ed invitare persone. Essere delle persone aperte a conoscere e provare nuovi usi e costumi è una ricchezza inestimabile, con la consapevolezza di rispettarne l’integrità. 

 UnItalia cosmopolita   

In Italia non è ancora radicato il concetto di appropriazione culturale, data l’omogeneità delle diversità culturali presenti nella penisola. Tutto ciò ha senso, se si viene a pensare che a differenza di altri Paesi, l’Italia è di natura una nazione dagli usi e i costumi estremamente vari e uniti allo stesso tempo all’interno di certi confini. Ma l’Italia ha un retroscena alquanto criptico, in quanto è sì tanto tradizionalista (guai a chi mangia un piatto di pasta alle 16), ma anche parecchio variegata (mai pensato alla giuggiulena siciliana).  

Giuggiolona siciliana

La giurgiulèna è un tipico dolce di Natale, in uso nella cucina siciliana e in gran parte della Calabria

Se ci si pensa, la stessa cultura italiana è un miscuglio di elementi provenienti da vari angoli del mondo. Si pensi all’antica Grecia, all’influenza bizantina, in parte orientale, africana, e talvolta anche nordica. Nonostante non ci siano ancora casi eclatanti di appropriazione culturale,  è necessario sapere di che cosa si parla e che cosa s’intende per tale termine e concetto, perchè la nostra Cara Italia, come ricorda Ghali, sta cambiando, ma forse in realtà è già cambiata da molto tempo.

Famiglia mista in Italia

Famiglia mista, una realtà sempre più presente nella società italiana

 E voi nappies, che ne pensate di tutto ciò? Cos’è per voi l’appropriazione culturale? Siete estremamente aperte ad ogni cultura o ci sono certi limiti da considerare secondo voi? Fateci sapere nei commenti! 

di

Giulia Baldini

Web Editor Nappytalia

Evelyne S. Afaawua

Editor-in-Chief Nappytalia

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